Il tema della sicurezza, interna e ai confini, e della gestione dei flussi migratori continua a essere al centro del dibattito europeo, come si è visto nel recente incontro a Palazzo Chigi tra la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il premier belga Bart De Wever.

Giorgia Meloni nella conferenza stampa conclusiva ha rivendicato i risultati altamente positivi del suo governo a difesa dei confini, nel contrasto all’immigrazione clandestina e per la sicurezza dell’Europa. Peccato che tutti i dati indichino il contrario. Giusto per citare alcuni esempi: in Italia arrivano molti più migranti che non in Spagna (contrariamente a quanto affermato dopo i recenti fatti di Ceuta); nell’ultimo attacco terroristico contro un paese alleato, la Germania, le indagini hanno appurato che almeno uno dei responsabili russi viaggiava con un visto fornito dall’Italia (che continua ad essere uno dei paesi che concede più visti, non solo turistici, a russi e bielorussi); siamo costantemente sotto attacco ibrido da parte della Russia, in special modo in campo informatico (come ha dichiarato recentemente il ministro degli esteri italiano Antonio Tajani); recentemente sono stati espulsi due addetti diplomatici russi per spionaggio e corruzione ai danni dei servizi di sicurezza italiani; e così via.

Ecco quindi da un lato i nazionalisti che diffondono una narrazione retorica e patriotica sulla sicurezza, sui migranti, etc e dall’altro i dati reali che li smentiscono in pieno.

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